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Interessantissimo convegno sul Medioevo a Paternò

Un convegno di grandissimo livello, uno di quelli che da tempo non si vedevano a Paternò, per qualità di interventi e temi proposti sulla realtà storica della città, con particolare riferimento al periodo storico medievale, nonchè arabo-normanno. Paternò, per chi non lo sapesse, aveva un ruolo di primo piano nella Sicilia del XI e XII, testimoniato dal fatto che il suo castello e i suoi monasteri erano tra i più floridi, nonchè dalla presenza continua di Ruggero, della moglie Adelasia e di Enrico del Vasto, già marito di Flandrina. Tanti i temi proposti dal convegno organizzato dalla locale sezione di Siciliantica, presieduta dal prof. Mimmo Chisari e portata avanti dall’infaticabile Giuseppe Barbagiovanni. Innanzitutto già il titolo è tutto un programma: “Mediae AetatisVestigia Terrae Paternionis”, che si può tradurre più o meno in: il passaggio del medioevo nel territorio di Paternò. Quindi il parterre di ospiti e studiosi, tra cui la soprintendente per i Beni Culturali Archelogici di Catania prof.ssa Rosalba Panvini, quindi la direttrice del Polo regionale di Catania per i siti culturali dott.ssa Gioconda Lamagna, la presidente regionale di Siciliantica Simona Modeo e tanti altri. Dopo i saluti del sindaco Nino Naso e del presidente del Consiglio Filippo Sambataro, per prima è intervenuta la dott.ssa Laura Maniscalco, che ha mostrato tutti gli scavi e le scoperte fatte a Paternò, concentrandosi sulle fasi arabo-normanne. Molto interessante in seguito il lavoro del dott. Michelangelo Messina, che ha spiegato ai presenti il ruolo degli arabi a Paternò, città nominata insieme ad altre 30 dai cartografi dell’epoca col nome di Batarnù e che molto probabilmente ricopriva il ruolo di Niquab, cioè luogo sia di frontiera, che meditazione ascetica. Quindi è stato il turno del dott. Orazio La Delfa, che ha mostrato i rinvenimenti numismatici della collina e quindi la catalogazione di tutte le monete ritrovate negli scavi effettuati alla collina. Il convegno svoltosi sia di mattina, che di pomeriggio, ha visto anche l’importantissimo intervento del prof. Horst Enzensberger, il quale durante i suoi studi presso la biblioteca comunale di Palermo, ha scoperto delle pergamene relative al convento di Santa Maria la Scala di Paternò, e dei possedimenti ricevuti dalle donazioni di un certo Stephanum. Il prof. Francesco Barone, si è concentrato sugli aspetti storici, in particolar modo degli aleramici, cioè quella popolazione del nord Italia, in particolare modo del Monferrato, che intorno al XI secolo vennero in Sicilia, soprattutto con la presenza di Enrico Del Vasto. Barone, in tal senso ha precisato che data la giovane età di Enrico, è improbabile che lui sia stato l’erede di tutta la Contea degli Aleramici, ma molto probabilmente, dopo aver sposato Flandrina, figlia di Ruggero ed Adelasia, sia diventato il Signore di Paternò, appunto il suo Dominum. Il presidente di Siciliantica prof. Mimmo Chisari, ha cercato di individuare nel suo intervento l’ubicazione di alcuni monasteri presenti nel territorio di Paternò, tra cui quello della Madonna della Scala, all’apice dell’omonima contrada, uno in zona Poggio Monaco. Mentre ha poi fatto un cenno sull’ospedale di San Giovanni Gerosolimitano, nell’omonimo quartiere di Paternò, dove morì nel 1337 Ruggero II d’Aragona, peraltro portando dei documenti che parlano di questo monastero e della proposta di rifacimento che si portò avanti fino al 1859, ma poi con l’Unità d’Italia non se ne parlò più, tanto che gli ultimi documenti che trattano l’argomento sono datati 1876. Infine, ma non meno importante, l’intervento conclusivo della prof.ssa Lucia Arcifa, la quale ha fatto un quadro generale di tutti gli interventi, sottolineando l’importanza che Paternò ha dal punto di vista medievale, molto più di Catania e di molti altri territorio e ribadendo di come il territorio in tal senso sia particolarmente fertile e sempre pronto a proporre nuove strategie di ricerca. Insomma, Paternò ha dimostrato ancora una volta, di essere un territorio particolarmente propenso dal punto di vista storico, partendo dall’antichità e proseguendo con una certa importanza nel medioevo.

I saluti del Sindaco Naso (© foto Anicito)
La dott.ssa Gioconda Lamagna (© foto Anicito)
Il prof. Mimmo Chisari nel suo intervento (© foto Anicito)
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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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