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L’ulimo processo del Lunedì: Le pagelle di fine stagione: La retrocessione ha tanti volti

Si chiude con un’altra sconfitta una stagione che resterà tra le più amare della storia recente del Paternò.
Non è solo una retrocessione. È un fallimento totale, tecnico, societario e umano.
E allora è giusto mettere i voti. Senza sconti. Senza filtri.

DIRIGENZA
Proprietà – Voto 3
Dalla Serie A promessa a parole in estate alla realtà di una squadra senza organizzazione, senza vestiario adeguato, senza una minima idea di calcio. Progetti faraonici mai realizzati, comunicazione confusa, distanza totale dalla città.
Un solo aggettivo: improvvisata!

Claudio Cammarata – Direttore Generale – Voto 5
Le competenze da segretario non sono mai state in discussione, ma la gestione dei rapporti con città e tifosi è stata insufficiente. Ha difeso l’indifendibile, senza mai riuscire a creare un ponte con la piazza. Il confronto con chi lo ha preceduto si perde in partenza. Un solo aggettivo: distante

Concetto Papa – Direttore Sportivo – Voto 4,5
Impegno e presenza non sono mancati, ma i limiti di esperienza e conoscenza hanno inciso pesantemente. La costruzione della rosa è stata sbagliata in più reparti, con operazioni di mercato che hanno inciso negativamente sul rendimento.
Un solo aggettivo : acerbo

Loris Papa – Dirigente accompagnatore / Mister Juniores – Voto 6
L’unico a mantenere sempre rispetto verso la piazza. Ha saputo fare un passo indietro nei momenti più delicati, dimostrando equilibrio e senso della misura.
Un solo aggettivo: rispettoso.

Vito Palumbo – Direttore relazioni interne ed esterne – Voto 7,5
L’unico vero punto di riferimento. Ha ricucito strappi, mantenuto dialogo con tifosi e istituzioni, messo pezze ovunque ce ne fosse bisogno. Sempre vicino alla squadra, ai tecnici, all’ambiente. Ha rappresentato un equilibrio in una realtà senza equilibrio. Lo scontro finale con la società nasce proprio dalla sua visione diversa, più vicina alla città e alla maglia.
Un solo aggettivo: fondamentale

Antonio Villardita – Legale del club – Voto 6
Anche lui troppo professionale e professionista per il livello in cui si è catapultato. Ha cercato di evitare spesso il peggio a tutela solo della squadra. Un solo aggettivo: Professionale

Fabio Trazzera – Team Manager – Voto 5
Spesso più autista che dirigente. Ragazzo serio e disponibile, ma mai realmente calato nel ruolo.
Un solo aggettivo: fuori ruolo.

AREA TECNICA

Francesco Corapi – Pietro Zangari – Voto 7
Il tandem che avrebbe potuto portare serenamente alla salvezza. Squadra con anima, cuore e fiato. Bastavano pochi innesti mirati. La loro uscita segna l’inizio del vero declino.
Un solo aggettivo: rimpianto.

Giuseppe Mascara – Voto 6,5
Ha riportato entusiasmo e speranza. L’ambiente si era riacceso, anche grazie ad alcuni innesti. Ma i rapporti con la società si sono incrinati subito. Non è mai stato supportato davvero. La sua scelta di dimettersi racconta tutto.
Un solo aggettivo: illuso.

Francesco Millesi – Voto 3
La gestione più negativa. Allontana la squadra dalla città, crea fratture interne, rompe definitivamente il legame con i paternesi in dirigenza. Resta nonostante le dimissioni del predecessore e non è la prima volta che entra in contrasto con altri tecnici. Sul campo, nessuna identità, nessuna crescita.
Un solo aggettivo: inadeguato.

Carmelo Condorelli – Domenico Arcoria – Voto 7
Due colonne vere. Professionalità, esperienza e dedizione totale. Non si sono mai risparmiati, nemmeno nei momenti più difficili. La loro uscita, insieme a Palumbo, segna la rottura definitiva con la società.
Un solo aggettivo: esemplari.

COMUNICAZIONE E SUPPORTO

Giuseppe Fallica – Social Media Manager – Voto 5
Ha svolto i compiti assegnati, ma senza incidere. Comunicazione fredda, distante, pagina gestita male. E soprattutto, nessuna presa di posizione tempestiva quando l’ambiente si stava sgretolando.
Un solo aggettivo: passivo.

Caterina Andò – Addetto Stampa – Voto 4

Affidabile e disponibile, nonostante operasse in un campo non suo, ha sempre cercato di non far mancare il suo supporto con la stampa, ma a volte ha anche peccato di eccesso di zelo, come nei comunicati fantasiosi a difesa della proprietà e nelle interviste concordate con l’emittente amica. Un solo aggettivo: accondiscendente.

Domenico Reitano – Voto 3
Tuttofare tra magazzino e biglietteria. Sempre presente, ma in un contesto che ha respinto tutto ciò che rappresentava la città. È rimasto fino alla fine, senza mai prendere una posizione netta.
Un solo aggettivo: attaccato.

CONCLUSIONE
Queste pagelle raccontano una stagione.
Ma soprattutto raccontano una gestione.
Una squadra che ha perso sul campo.
Una società che ha perso fuori dal campo.
E una città che ha perso il proprio punto di riferimento.

Il voto finale non è un numero.
È una parola: inidonei!

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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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