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Il Processo del Lunedì: Fallica meglio tardi che mai, ne resterà solo uno Reitano l’ultimo dei paternesi. Il Paternò non esiste più

Il Paternò pareggia contro il Milazzo. Un risultato che, nei fatti, condanna quasi definitivamente la squadra all’Eccellenza, anche se la matematica tiene ancora aperto uno spiraglio.
Uno spiraglio che però non cambia nulla.
Perché questa squadra è arrivata a questo punto molto prima dei numeri.
Il pareggio contro il Milazzo è l’ennesima gara senza mordente. Una squadra che resta in partita, ma che non ha mai la forza di prendersela. Nessuna cattiveria, nessuna fame, nessuna identità. E quando giochi così, anche le occasioni favorevoli diventano inutili.
Come quella di giornata: la sconfitta della Sancataldese. Un assist perfetto, che però il Paternò non ha saputo sfruttare. E questo dice tutto.
Perché oggi il problema non è più la classifica.
È che questa squadra non esiste più.
E le responsabilità vanno chiamate per nome.
Sul piano tecnico, Millesi ha dimostrato di essere inadeguato per la categoria. Non è una questione personale, ma una realtà evidente. Nessuna crescita, nessuna evoluzione, nessuna identità di gioco. Una gestione che ha portato la squadra a spegnersi lentamente.
Ma non solo.
Perché proprio intorno alla figura dell’allenatore si è consumata una delle scelte più gravi della stagione: l’allontanamento progressivo dei paternesi dalla dirigenza, in un clima che molti descrivono come costruito e sostenuto anche con il suo coinvolgimento.
Il risultato è stato devastante:
una squadra senza anima, senza legame, senza appartenenza.
E allora il titolo di oggi pesa.
Fallica meglio tardi che mai.
Un passo indietro che arriva quando ormai il danno è fatto, ma che almeno prova a ristabilire un minimo di coerenza.
E poi resta lui Reitano, l’ultimo dei paternesi.
Ma anche qui la domanda è inevitabile.
Perché restare in un contesto che ha progressivamente respinto tutto ciò che rappresenta la città?
La sensazione, sempre più diffusa, è che si sia scelto di restare più per attaccamento a un ruolo o a uno stipendio che per reale coerenza con la propria identità. Ed è un tema che oggi non può più essere ignorato.
Perché questa stagione non ha solo portato a una retrocessione quasi certa.
Ha portato a qualcosa di molto più grave.
Una squadra che non rappresenta più la sua gente.
Una città che non si riconosce più nei propri colori.
Una società che ha perso completamente il contatto con il territorio.

E allora sì, il pareggio con il Milazzo non è solo un risultato.
È l’ennesima conferma che il Paternò, quello vero, non esiste più da tempo.

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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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