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Addio Niurka. La Cubana di Paternò ci ha lasciato

Quando stamattina ci hanno comunicato che Niurka Berrillo ci ha lasciato, nonostante la sua giovane età, un pezzo di allegria in questa città è venuto a mancare. Lei, cubana Doc, per amore del suo Barbaro si era trasferita a Paternò alla fine degli anni ’90 e subito aveva portato una ventata di allegria, un ritmo che solo i nati nei paesi latini sanno trasmettere. Cantante, ballerina e presentatrice, resteranno tanti i ricordi che lascerà a questa terra, tra cui la goliardica canzone dedicata a Paternò, la sua città di adozione https://youtu.be/IUt-eHraphI. Ci piace ricordare la Cubana di Paternò, ripubblicando un articolo che Simona Scandura scrisse e pubblicò su La Gazzetta Rossazzurra del 16 gennaio 2010 nella rubrica “What Women Want” dal titolo “La Voce di Cuba a Paternò: “Se c’è una cosa che distingue la Sicilia da tutto il resto del mondo è sicuramente la lentezza. La Sicilia è una terra dove tutto si muove con calma, senza fretta. Per questo quando si incontra Niurka, cubana, con un temperamento gioioso si avverte una piccola scossa. Una scossa di calore che in automatico ti fa sorridere grazie alla sua risata contagiosa. Niurka Berrillo ha 39 anni e vive a Paternò da 13 anni, ma la sua anima è ad Holguin la terza città più importante di Cuba. “ Amo la mia famiglia e sto bene qui, ma la mia casa è sempre una” afferma Niurka. Un concetto che sottolinea anche nella sua ultima canzone “Il ritmo della nostalgia” dove c’è il ricordo indelebile per la sua terra e la sua famiglia d’origine. Lei, che cosi giovane è già nonna di due bimbi, mette in tutto quello che fa un po’ della sua anima cubana. Si emoziona quando mi racconta una della cose più belle della sua città: La festa del quartiere. Ogni anno a Cuba, infatti, il 28 di settembre le strade dei quartieri si chiudono al traffico e tutti i vicini escono per strada per una grande festa. Si cucina, si balla e si canta bevendo il rum. Una festa che a lei manca tantissimo. Cosi mi racconta: “Si prepara il brodo di carne in una grande pentola e a partire dalle sei del pomeriggio si comincia a cucinare” e poi continua: “Ognuno collabora come in una grande unica famiglia, i maschi preparano il fuoco mentre, le donne cucinano a ritmo di samba e ci si sente tutti più uniti e più vicini l’uno all’altro”. Una sensazione che a Paternò, ha provato poche volte, soprattutto all’inizio. Per lei infatti è stato difficile ambientarsi in una città, dove chi è straniero viene il più delle volte visto come estraneo. Cosi Niurka, con lo sguardo di chi ha imparato a perdonare gli altri, afferma: “Ho sofferto per qualche vicenda in passato, quello che dava fastidio agli altri, era il colore della mia pelle. Una volta, dopo uno spiacevole episodio, mi sono chiusa a casa per tre mesi, ma poi sono riuscita ad andare avanti grazie all’amore di mio marito che mi è sempre stato vicino e che mi ha sempre difesa e sostenuta”. Niurka vive a Paternò, ama ballare, è maestra di danze caraibiche nella categoria oro. Ama leggere, ha lavorato a Cuba per due anni in una biblioteca dove passava il tempo catalogando e leggendo libri. Ama cantare, il suo ultimo disco si chiama “El ritmo del Caribe” un lavoro fatto con la preziosa collaborazione del maestro Luciano Russo coordinatore dei suoi pezzi e considerato da lei “ punto di riferimento artistico”. In questo momento sta preparando dei lavori con altri artisti siciliani e sta formando un gruppo musicale con il nome di “ Tropi Cuba” con la presenza di due ballerine e l’aiuto di molti amici come il maestro di danza Aurelio Consalvo. Il suo sogno non è quello di diventare famosa, ma di continuare ad essere felice come adesso e a trasmettere le sue emozioni agli altri attraverso la sua musica e le sue parole. Infine afferma Niurka “Ho una famiglia straordinaria, due figli bellissimi, due nipoti, non mi manca nulla. L’unica cosa è che mi piacerebbe lavorare di più per Paternò, la mia città d’adozione.” L’intervista è finita Niurka deve scappare, ma prima salutarmi, mi mostra una bandierina cubana che lei tiene appesa nello specchietto della sua auto mi dice: “ A cuba si dice cosi: Hay un tiempo para Todo” A buon intenditor poche parole“.


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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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