NewsPaternòPaternò Sport

Il Processo del Lunedì: il derby è nostro, ma la frattura resta

Il Paternò batte l’Acireale 2-1 e lo fa con una prestazione che, finalmente, restituisce orgoglio. Intensità dal primo minuto, vantaggio meritato con D’Aloia, raddoppio in contropiede con Zinnà dopo una gara giocata con coraggio e idee chiare. Poi il solito brivido finale, ma stavolta la squadra resiste.
È stata una vittoria costruita. Non episodica. Non fortuita.
Ma il Processo del Lunedì non può fermarsi al risultato.
La classifica resta severa. La salvezza è ancora lontana e una sola domenica non cancella mesi di errori strutturali. Servirebbe continuità, servirebbe una base solida. E quella, finora, è mancata.
In mezzo all’entusiasmo, però, è mancato qualcosa che pesa più dei tre punti: il riconoscimento verso chi ha tenuto in piedi la stagione quando tutto rischiava di crollare. Nessuno ha ricordato pubblicamente i “paternesi” come Vito Palumbo, Carmelo Condorelli e Domenico Arcoria.
Uomini che hanno dato l’anima, che hanno lavorato nel silenzio, che hanno assorbito pressioni e tensioni pur di evitare il tracollo. Oggi quasi dimenticati. Eppure chi conosce davvero le dinamiche interne sa quanto sia stato determinante il loro contributo.
E se il campo ha regalato un sorriso, l’ambiente resta segnato da nervi tesi tra società e piazza. Non servono episodi plateali per capire che la distanza è profonda. La sensazione diffusa è che questa squadra sia stata “deparnetizzata”, svuotata di quel legame storico e territoriale che l’aveva sempre contraddistinta.
Il derby è stato vinto sul campo.
Ma fuori, la frattura resta aperta.
Si può esultare per novanta minuti.
Ma la riconciliazione con una città ferita richiede molto di più di una vittoria.

Tags

Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

Related Articles

Close