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Fratelli (si fa per dire) d’Italia e la questione dei 3 ribelli paternesi…

Dopo la scelta di rimanere coerenti con se stessi e con le proprie idee, non era difficile pronosticare un intervento dei vertici provinciali del partito nei confronti dei consiglieri Marzola, Sciacca e Paternò, ma è così tanto importante questa decisione di “deferire” i 3 “ribelli”? Fratelli d’Italia prima di andare avanti con delle scelte impulsive e dettate dalle varie correnti politiche che si dimenano all’interno del movimento, avrebbe fatto bene a capire le motivazioni che hanno indotto i 3 consiglieri a votare la sfiducia e soprattutto, così come avrebbe avuto il buonsenso di sentire come gli stessi sono stati tirati in causa dal massimo esponente dell’amministrazione paternese, durante il suo intervento. La sensazione, purtroppo, quando si parla di Fratelli d’Italia, alias Alleanza Nazionale o Movimento Sociale Italiano, è sempre la stessa, cioè una politica nazionale efficace, che trova nel territorio esponenti e responsabili, totalmente distratti, asserviti alle correnti e sicuramente poco inclini alle reali esigenze del territorio. Così come abbiamo scritto nei giorni scorsi, ancora oggi facciamo fatica a capire certi movimenti ed affermazioni di tutto l’apparato dirigenziale di Fratelli d’Italia, il quale non ha ancora chiarito i diversi ruoli dei protagonisti di tutta questa vicenda. La domanda è semplice, e qui non ci vuole uno studioso di Scienza della Politica per ottenere una risposta, ebbene, vorremmo capire se tutti i soggetti in questione fanno o non fanno parte di Fratelli d’Italia? Se sì, capire allora, se Fratelli d’Italia è o non è in giunta? E ancora, dato che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia non è stato mai formato all’interno del consesso paternese, perché il partito abbassa la scure nei confronti dei 3 consiglieri? In pratica, vorremmo capire, e ci risiamo con la storia degli equivoci, perché si è rappresentati con nomi e loghi diversi, ma poi si agisce in nome e per conto di Fratelli d’Italia? Insomma, lo ribadiamo per l’ennesima volta, che Fratelli d’Italia in tutta questa vicenda non sta sciorinando una bella figura, ma anzi sta mostrando la sottile linea delle vendette intestine, quei giochetti che spesso e volentieri accadono all’interno dei partiti, e che giovano ai delfini di turno per eliminare strategicamente gli avversari. A questo punto, i passi per chiudere la contesa e finirla con questa pantomima sono due, la prima riguarda l’intervento dell’on. Gaetano Galvagno, il quale è chiamato legittimamente a risolvere la querelle, anche perché in questo momento, si è visto strattonato dai “pogliesiani”, che di certo non fanno parte della sua stessa corrente politica, quindi tramite l’intercessione di Galvagno, far intervenire Giorgia Meloni sulla vicenda e mettere la parola fine a tutto questo equivoco, perché con tutto il rispetto, Fratelli d’Italia e il Pd hanno davvero poche cose in comune, e Paternò non può e  non deve rappresentare l’eccezione!

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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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