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Un bagliore di speranza per l’ospedale “SS Salvatore” di Paternò. On. Galvagno: “Resto a fianco dei cittadini in difesa dell’ospedale”.

La voce dei cittadini che da anni cercano di portare al centro delle attenzioni istituzionali l’ospedale “SS Salvatore” di Paternò, inizia ad avere seguito.

Dopo l’ispezione a sorpresa dell’assessore Ruggero Razza, più volte sollecitata dall’on. Gaetano Galvagno (FDI) su richiesta del Comitato a difesa dell’ospedale di Paternò, nella tiepida domenica dai toni primaverili appena trascorsa, si è tenuto lunedì scorso l’incontro tanto atteso tra il direttore dell’Ufficio Tecnico dell’ASP Francesco Alparone e il capo dipartimento di Patologia clinica Giuseppe Neri alla presenza del sindaco Nino Naso, del dirigente dei Lavori Pubblici del comune Mimmo Benfatto e del Presidente del consiglio Filippo Sambataro. In prima linea, i rappresentanti del comitato di scopo.

«Ci abbiamo creduto, a differenza di altri che si sono arenati», commenta Grazia Scavo, membro attivo del comitato. «Siamo rimasti in pochi nel comitato per la tutela dell’ospedale perché si vociferava che con l’apertura dell’ospedale “San Marco” di Catania – spiega – l’ospedale di Paternò venisse ulteriormente depotenziato, portato all’agonia e alla conseguente chiusura. Però quei pochi che siamo rimasti, siamo stati premiati dalla tenacia».

«Dobbiamo ringraziare anzitutto il Presidente Nello Musumeci per la sensibilità dimostrata, e Ruggero Razza del quale abbiamo appurato l’onestà quando siamo andati a trovarlo insieme all’on. Gaetano Galvagno. L’assessore – racconta Grazia Scavo – ci ha messi difronte alla realtà, e siamo contenti per questo primo inizio. L’assessore Razza lo aveva promesso, e così è stato: era presente anche lui all’incontro. Pur essendo giovane, l’on. Galvagno è persona di cui fidarsi. L’onorevole si è dimostrato molto disponibile, naturalmente nei suoi limiti perché miracoli non ne può fare nessuno e noi siamo consapevoli di questo».

Grazia Scavo, dunque, precisa: «Resteremo vigili perché quello di oggi è un punto di partenza. Non voglio cantare vittoria a differenza di altri che hanno acclamato il successo di questo primo momento. Noi – incalza l’attivista – avevamo chiesto il potenziamento della chirurgia da semplice a complessa come previsto nel piano, l’inizio dei lavori del Pronto Soccorso e, di fondamentale importanza, il laboratorio analisi. È previsto anche il finanziamento di 800mila euro. Oggi stiamo vivendo questo primo step che lascia ben sperare. Adesso aspettiamo l’inizio dei lavori per il Pronto Soccorso».

«Sono profondamente soddisfatto di questo primo passo», afferma l’on. Gaetano Galvagno. «Qualcosa sta cambiando e si vede. Fino a non molto tempo fa si temeva la chiusura dell’ospedale, oggi invece di come destinare le risorse ai vari reparti».

«È da un po’ di tempo che parliamo e prepariamo un’ispezione all’ospedale. Non di quelle ispezioni in cui si vede che tutto va bene, dove si pensa a comprare fiori e profumare i corridoi per far bella figura. Ma un’ispezione che invece faccia vedere le criticità strutturali e lo stato di degrado con cui utenti e addetti ai lavori sono costretti a convivere. Tutto questo è inaccettabile! », sbotta il deputato.

«Non ci fermeremo qui e – rassicura – continueremo a testimoniare quello che la gente vive quotidianamente, sin tanto che non risolveremo uno ad uno tutto i problemi conferendo dignità a questa collettività».

«Ci tengo a ringraziare chi, senza cariche, si è speso più e più volte per sottopormi le problematiche dell’ospedale. Uno su tutti il Comitato civico per la difesa del presidio ospedaliero – precisa – persone squisite e serie che hanno voluto instaurare un rapporto di vera collaborazione. Non abbiamo la bacchetta magica, ma stiamo già dimostrando che le cose sono cambiate».

«Ringrazio l’assessore Razza, il commissario Lanza e l’ingegnere Alparone per l’interesse mostrato ma, come ho già detto, non saremo soddisfatti sin tanto che non si cominceranno e completeranno i lavori», prosegue. «Ringrazio inoltre il sindaco, il presidente del consiglio, i consiglieri comunali, i medici, gli infermieri, gli addetti ai lavori e i componenti del comitato in difesa dell’ospedale che erano presenti ma anche quelli che non sono potuti venire ma che hanno lavorato alacremente per far sì che si smuovesse qualcosa. La politica delle casacche deve avere dei limiti soprattutto dinnanzi a questioni così importanti. Pensare di strumentalizzare ogni cosa per tornaconti personali o elettorali è deprimente e non appartiene al mio modus operandi. Fare solo passerelle e, peggio ancora, darne risalto è secondo me indecoroso. La politica delle passerelle è finita. Chi vuole lavorare si sbracci. Andiamo avanti. Paternò non è sola», conclude l’on. Galvagno.

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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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