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Il Processo del Lunedì: basta alibi, il tempo è scaduto!

Il Paternò (o.. Kirdese…fate voi…) esce sconfitto da Gela per 2-1 contro il Gela, e lo fa lasciando sul campo più di un rimpianto. Perché, a differenza di altre trasferte, questa volta la squadra ha offerto una prestazione dignitosa, a tratti anche convincente, senza mai dare l’impressione di essere inferiore all’avversario.
Eppure, ancora una volta, non basta.
La partita è stata condizionata da episodi. Il rigore che sblocca il match lascia più di un dubbio, con un fallo commesso nettamente fuori area. Il pareggio firmato da Romano aveva rimesso le cose in equilibrio, dando anche la sensazione che la gara potesse girare. Poi, però, la solita disattenzione difensiva, questa volta con protagonista Lucatelli, ha riportato avanti il Gela prima dell’intervallo e infine il tentato pallonetto consegnato tra le braccia del portiere gelese.

Ed è proprio questo il punto.

Il Paternò gioca, si impegna, resta in partita. Ma non ha la solidità e la lucidità nei momenti chiave. E questo, a cinque giornate dalla fine, non è più un dettaglio: è una condanna.
La classifica resta lì: 6 punti da recuperare su 15 disponibili. Non è impossibile, ma diventa ogni settimana più complicato. Anche perché quando non riesci a sfruttare nemmeno i passi falsi delle dirette concorrenti, significa che qualcosa continua a mancare.
E qui il Processo del Lunedì deve essere chiaro, ma equilibrato.
Sul piano tecnico, Millesi continua a non dare quella sensazione di controllo totale della squadra. Si vedono miglioramenti nell’atteggiamento, è vero, ma mancano gestione, lettura dei momenti e soprattutto quella capacità di evitare errori che, puntualmente, decidono le partite. Non è una questione di impegno, ma di qualità della gestione tecnica.
Ma ancora una volta, fermarsi alla panchina sarebbe riduttivo.
La responsabilità più grande resta di una società che ha costruito una stagione senza basi solide. Senza programmazione, senza continuità, senza una struttura capace di sostenere la squadra nei momenti difficili. I risultati sono la conseguenza diretta di questo percorso.
E allora succede che anche quando giochi bene, anche quando meriteresti qualcosa in più, non riesci comunque a portarla a casa. Perché nel calcio, alla lunga, emergono sempre i limiti strutturali.
La sconfitta di Gela lascia amaro in bocca, ma non sorprende.
Perché questa stagione ha ormai preso una direzione chiara, la stessa della pagina ufficiale del Paternò, ferma alla formazione iniziale, dove non leggiamo né risultato finale, né interviste, nessuno aggiornamento.
La comunicazione per una squadra di calcio è tutto!Anche in questo, soprattutto in questo, ci stiamo dimostrando di categorie nettamente inferiori.

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Vincenzo Anicito

Esteta, curioso, intrigante, riflessivo, odia gli stereotipi, ama Paternò e il Paternò calcio, il paesaggio al tramonto, il mare d'estate dopo le 19:00 e dormire con il rumore della pioggia

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