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Il Processo del Lunedì: i paternesi non graditi in società, Fallica e Reitano fate un passo indietro. Millesi inadeguato

Il Paternò pareggia contro l’Enna. Un punto che per gli ospiti può andare benissimo: con una partita in meno restano comunque fuori dalla zona retrocessione.
Per il Paternò, invece, era una gara con un solo risultato possibile: vincere. E non farlo, in questo modo, equivale a una sconfitta.
La partita è stata desolante: nessun tiro in porta, zero idee, zero pericolosità. Due gol su rigore e nulla più. Una squadra che non costruisce, non attacca, non dà mai la sensazione di poter vincere davvero una partita decisiva.
E qui il Processo del Lunedì deve essere netto.
Millesi è tecnicamente inadeguato per questa categoria.
Non è un giudizio personale, ma un dato di fatto. Le scelte iniziali lo dimostrano: Zinnà largo, lontano dalla porta, e Lucca avanzato centralmente. Un’inversione che ha tolto qualsiasi riferimento offensivo. La squadra non cresce, anzi continua a fare passi indietro evidenti.
E mentre il campo offre questo spettacolo, fuori la situazione è ancora più grave.
Mai si era vista una tribuna stampa e una rappresentanza societaria così vuote.
Un’immagine che vale più di mille parole e che racconta il totale distacco tra società e ambiente.
Perché ormai è evidente:
questa società non vuole alcun contatto con i paternesi.
E allora la domanda oggi è una sola, ed è quella che si fa tutta la città: come possono restare ancora lì Fallica e Reitano?
Due paternesi, due figure legate alla società ma soprattutto alla città, che oggi si trovano dentro un contesto che sembra rifiutare proprio ciò che rappresentano. Una contraddizione evidente, che ormai non passa più inosservata.
Nel frattempo la classifica è una sentenza: -6 dalla zona play out, -11 dalla salvezza, con una pesantissima differenza reti di -40! Peggior Attacco, peggior difesa!
Numeri che non lasciano spazio a interpretazioni.
E allora, invece di continuare a nascondersi dietro silenzi e comunicati vuoti, perché non fare un passo di responsabilità?
Perché non fare come il presidente della Reggina, che ha avuto il coraggio di ammettere le difficoltà e aprire a un cambiamento?
Ammettete i vostri errori.
Mettete in vendita la società.
Perché così non si va avanti.
E anche se, per assurdo, arrivasse una salvezza, resterebbe una verità ancora più pesante: non esistono le fondamenta per il futuro.
Nessun progetto.
Nessuna struttura.
Nessuna visione.
Il pareggio con l’Enna non è un punto guadagnato.
È l’ennesima occasione persa in una stagione che continua a non avere direzione.



