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Paternò calcio: tanto fumo e poca sostanza

Due cordate volevano rilevare la società, ma loro hanno fatto ostruzionismo per non vederla!
I comunicati diffusi in settimana parlano di futuro importante, di prospettive ambiziose e di possibili investimenti pronti a rafforzare il progetto. Una narrazione rassicurante, quasi ottimistica, che però cozza in maniera evidente con quanto filtra lontano dai riflettori. Perché mentre ufficialmente si guarda avanti, nella realtà si starebbe cercando con urgenza qualcuno disposto a rilevare la squadra.
Ed è qui che le smentite iniziano a perdere credibilità. Al di là delle parole di facciata, le voci continuano a rincorrersi e parlano di contatti già avvenuti con almeno due potenziali acquirenti. Da un lato un gruppo maltese, accostato addirittura a Joseph Portelli, dall’altro una cordata catanese vicina all’ex tecnico del Mascara. Segnali che difficilmente si conciliano con l’idea di una proprietà solida e concentrata esclusivamente su investimenti futuri.
E allora la domanda è inevitabile: perché non dire apertamente che si è aperto alla cessione e che i primi abboccamenti ci sono già stati? Perché continuare a parlare di crescita e progettualità quando, nei fatti, il vero obiettivo sembra essere quello di trovare rapidamente un compratore disposto a farsi carico di una situazione sempre più delicata?
Il rischio è chiaro: insistendo su una comunicazione che racconta solo una parte della verità, si finisce per alimentare confusione e sfiducia. Perché a questo punto non sono più le voci a fare rumore, ma il divario sempre più evidente tra ciò che si dice e ciò che realmente accade.
A questo punto speriamo nell’intervento dei commissari, perché la situazione è diventata insostenibile!




